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Miopia: sintomi, cause e come si corregge

La miopia è il difetto visivo più diffuso al mondo: interessa circa il 30% della popolazione occidentale e percentuali molto più alte in alcuni paesi asiatici. Chi è miope vede sfocato da lontano e nitido da vicino, e negli ultimi decenni la sua diffusione è cresciuta al punto da essere descritta come un fenomeno globale, soprattutto in età scolare.

Cos’è la miopia

La miopia è un difetto refrattivo in cui le immagini degli oggetti lontani si formano davanti alla retina anziché su di essa: da qui la visione sfocata per le lunghe distanze, mentre quella da vicino resta in genere nitida.

Succede quando l’occhio è troppo lungo rispetto al suo potere ottico, ed è la miopia assiale, la forma più comune, oppure quando il potere rifrattivo di cornea e cristallino è eccessivo rispetto alla lunghezza del bulbo, ed è la miopia da curvatura.

La miopia si misura in diottrie e si esprime con un valore negativo: più il numero è alto in valore assoluto, più il difetto è marcato.

I sintomi della miopia

Il sintomo principale è la visione sfocata da lontano: cartelli stradali illeggibili, volti non riconoscibili a distanza, difficoltà a seguire quello che è scritto sulla lavagna. La visione da vicino, al contrario, è spesso molto buona. Tipico è anche il gesto di strizzare gli occhi, che migliora temporaneamente la nitidezza.

Si aggiungono sintomi secondari legati allo sforzo continuo: affaticamento visivo, mal di testa in genere frontale, lacrimazione, e una particolare difficoltà nella guida notturna, dove la dilatazione della pupilla peggiora la qualità dell’immagine.

Ci sono infine segnali comportamentali, spesso più evidenti dei sintomi riferiti: avvicinarsi molto a schermi, libri e televisione, evitare gli sport che richiedono una buona visione da lontano, rinunciare a guidare di sera.

Le cause della miopia

La miopia è una condizione multifattoriale: contano sia la predisposizione genetica sia l’ambiente, e l’aumento registrato negli ultimi decenni indica che il secondo fattore pesa parecchio.

Sul versante genetico, avere entrambi i genitori miopi porta la probabilità di sviluppare miopia intorno al 60%; con un solo genitore miope scende al 25-30%; senza genitori miopi si aggira sul 10%.

Sul versante ambientale pesano soprattutto due elementi. Il primo è l’eccesso di lavoro da vicino: lettura, studio e uso prolungato di dispositivi digitali sono associati allo sviluppo della miopia. Il secondo, meno intuitivo, è la ridotta esposizione alla luce naturale: il tempo trascorso all’aperto ha un effetto protettivo, perché la luce solare stimola la produzione di dopamina nella retina, che regola la crescita del bulbo oculare. Vivere in ambienti urbani densi, con poche occasioni di visione a lunga distanza, si somma a entrambi i fattori.

Tipi di miopia

Classificazione per gravità

Si distinguono una miopia lieve, fino a circa 3 diottrie, una moderata, tra 3 e 6 diottrie, una elevata, tra 6 e 10 diottrie, e una patologica, oltre le 10 diottrie. La distinzione non è solo descrittiva: dalla miopia elevata in su aumenta il rischio di complicanze retiniche, e cambia il tipo di controlli indicati.

Classificazione per età di insorgenza e per causa

Per età si parla di miopia infantile quando compare prima dei sei anni, scolare tra i sei e i quindici, che è la forma di gran lunga più comune, dell’adulto giovane tra i venti e i quarant’anni e tardiva dopo i quaranta.

Per causa si distinguono la miopia semplice, legata alle normali variazioni della crescita oculare, la patologica, associata a modificazioni degenerative della retina, e la indotta, che può dipendere da farmaci, da un diabete non controllato o da uno spasmo accomodativo.

La miopia nei bambini

È la parte più importante di questa pagina, perché la miopia è per eccellenza un difetto che compare e cresce in età evolutiva. Un bambino che diventa miope a otto anni ha davanti molti anni di possibile progressione: quanto peggiorerà in quel periodo determina il valore con cui arriverà all’età adulta, e con esso il rischio di complicanze per tutta la vita.

A che età compare e come si riconosce

La forma più frequente è la miopia scolare, che compare tra i sei e i quindici anni, spesso in coincidenza con l’aumento delle richieste visive legate allo studio.

Il punto è che i bambini raramente dicono di vedere male: non hanno un termine di paragone e danno per normale quello che vedono. Il difetto emerge da segnali indiretti, che vale la pena conoscere:

  • si avvicina molto alla televisione, al tablet, al quaderno;
  • strizza gli occhi per guardare lontano, o li socchiude in modo ricorrente;
  • a scuola fatica a leggere dalla lavagna, o chiede di sedersi davanti;
  • ha mal di testa o si stanca rapidamente nelle attività scolastiche;
  • evita gli sport con la palla o le attività all’aperto che richiedono di vedere da lontano;
  • si strofina spesso gli occhi o ammicca in modo insistente.

Un calo del rendimento scolastico senza una ragione evidente è uno dei motivi più comuni per cui si arriva a una prima visita oculistica, ed è un motivo legittimo.

Rallentare la progressione: cosa si fa oggi

È la domanda che si pongono tutti i genitori di un bambino miope: si può fare qualcosa oltre agli occhiali? La risposta è sì, e il cambiamento di prospettiva degli ultimi anni sta proprio qui. Gli occhiali tradizionali correggono la visione ma non agiscono sulla crescita del bulbo oculare; il controllo della miopia è un obiettivo distinto dalla semplice correzione.

Gli approcci oggi utilizzati agiscono per vie diverse: alcuni farmacologici, altri basati su lenti a contatto o lenti da occhiale con un disegno ottico particolare, pensato per modificare il modo in cui la luce si focalizza nella periferia della retina, che è il segnale che influenza l’allungamento del bulbo. A questi si affianca la componente comportamentale, in particolare il tempo trascorso all’aperto.

Due precisazioni che evitano aspettative sbagliate. La prima: questi trattamenti non fanno regredire la miopia già presente e non eliminano gli occhiali, ma puntano a ridurre quanto il difetto aumenterà negli anni della crescita. La seconda: l’indicazione, la scelta dell’approccio e il monitoraggio sono decisioni cliniche specialistiche, che dipendono dall’età, dalla velocità di progressione osservata e dalle caratteristiche dell’occhio. Non sono soluzioni da valutare per conto proprio né prodotti da scegliere autonomamente.

Il presupposto di qualunque strategia è che la progressione sia misurata nel tempo: senza controlli ravvicinati non c’è modo di sapere se un bambino stia peggiorando in fretta o lentamente, e quindi se e quanto intervenire.

Ogni quanto fare i controlli

Nei bambini la miopia può cambiare anche nell’arco di pochi mesi, e la frequenza dei controlli non è la stessa che negli adulti: viene stabilita dall’oculista in base all’età, al valore di partenza e a quanto rapidamente il difetto sta progredendo. Un bambino in fase di peggioramento rapido viene rivisto più spesso di uno stabile.

Il periodo più sensibile è l’inizio dell’anno scolastico, quando le richieste visive aumentano bruscamente e un difetto che era passato inosservato durante l’estate diventa evidente. È anche il momento in cui una correzione ormai insufficiente si fa sentire, e in cui conviene programmare la visita oculistica a Monza senza aspettare che il bambino si lamenti.

Diagnosi della miopia

La diagnosi si basa su un esame oculistico completo. Il percorso comincia dal test dell’acuità visiva con le tavole ottotipiche, prosegue con l’autorefrattometria, che misura automaticamente il difetto refrattivo, e con la schiascopia, tecnica che lo determina in modo oggettivo ed è particolarmente utile nei bambini piccoli, che non sanno descrivere quello che vedono.

Possono aggiungersi esami specialistici: la cheratometria, che misura la curvatura corneale, la biometria oculare, che misura la lunghezza assiale del bulbo ed è il parametro più diretto per seguire la progressione, e la topografia corneale.

Nelle miopie elevate è particolarmente importante la valutazione del fondo oculare, che permette di individuare precocemente eventuali complicanze retiniche.

Trattamenti per la miopia

Il trattamento ha due obiettivi distinti: correggere il difetto e, quando è il caso, rallentarne la progressione.

La correzione ottica resta la soluzione di base. Gli occhiali sono l’opzione più semplice e sicura: le lenti negative riportano la convergenza dei raggi luminosi sulla retina. Le lenti a contatto offrono un campo visivo più ampio e l’assenza di distorsioni periferiche, e sono disponibili in diverse modalità di ricambio.

La chirurgia refrattiva si valuta in età adulta e a difetto stabile. Le tecniche principali sono la LASIK, che rimodella la cornea con un laser a eccimeri, la PRK, indicata per cornee più sottili perché non prevede la creazione di un lembo corneale, la SMILE, che utilizza un laser a femtosecondi, e l’impianto di lenti intraoculari fachiche, riservato alle miopie molto elevate. Ogni tecnica ha un intervallo di indicazione proprio, e l’idoneità si valuta caso per caso.

Esistono infine i trattamenti per il controllo della progressione, descritti nella sezione dedicata ai bambini: approcci farmacologici, ortocheratologia con lenti rigide indossate durante la notte e lenti a disegno ottico specifico. Sono strategie prescritte e monitorate dallo specialista.

Miopia, astigmatismo e ipermetropia insieme

I tre difetti refrattivi vengono raccontati separatamente ma nella pratica convivono spesso, e il referto lo mostra: accanto al valore della miopia compare quasi sempre anche un cilindro.

La combinazione più comune è miopia e astigmatismo: alla difficoltà per lontano si somma la distorsione a tutte le distanze prodotta dalla curvatura irregolare della cornea. Miopia e ipermetropia, invece, non coesistono nello stesso occhio, perché sono difetti di segno opposto — ma possono coesistere nella stessa persona, con un occhio miope e l’altro ipermetrope.

Dopo i quarant’anni entra in gioco la presbiopia, che si somma alla miopia senza annullarla, nonostante la convinzione diffusa che “una compensi l’altra”.

Le schede dedicate spiegano nel dettaglio l’astigmatismo e l’ipermetropia.

La miopia peggiora con l’età?

La miopia peggiora finché l’occhio cresce, quindi soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza. Al termine della crescita, in genere tra i venti e i venticinque anni, tende a stabilizzarsi: è il momento in cui la correzione smette di cambiare a ogni controllo.

Ci sono però eccezioni. Alcune persone continuano ad aumentare lentamente anche da adulte, e nella miopia patologica l’allungamento del bulbo può proseguire per tutta la vita.

Dopo i quarant’anni cambia qualcos’altro. Con la presbiopia il cristallino perde capacità di mettere a fuoco da vicino: chi è miope spesso se ne accorge togliendosi gli occhiali per leggere, e questo alimenta l’idea che la miopia stia “passando”. Non è così: il difetto per lontano resta identico, si somma semplicemente una difficoltà nuova per il vicino.

Un aumento rapido e inatteso della miopia in età adulta merita invece un controllo, perché può segnalare altro: una cataratta iniziale, che modifica il potere del cristallino, oppure un diabete non controllato.

Un punto da tenere presente: raggiunta la stabilità, i controlli non diventano superflui. Nelle miopie elevate servono per tutta la vita, per il rischio retinico descritto qui sotto.

Complicanze della miopia

Nelle forme elevate la miopia non è solo un difetto da correggere: l’allungamento del bulbo oculare stira e assottiglia i tessuti del fondo, e questo comporta rischi specifici.

Le complicanze retiniche sono le più rilevanti. Il rischio di distacco di retina aumenta in modo significativo al crescere del grado di miopia, e può essere preceduto da rotture retiniche. La degenerazione maculare miopica può compromettere la visione centrale.

Sul segmento anteriore, i miopi hanno un rischio maggiore di sviluppare cataratta in età più giovane e una maggiore incidenza di glaucoma. Fra le altre complicanze si annoverano lo stafiloma posteriore e l’atrofia corio-retinica.

Esiste un gruppo di sintomi da non ignorare mai, perché possono indicare una lesione retinica in atto: la comparsa improvvisa di molti corpi mobili, i cosiddetti “mosche volanti”, lampi di luce, un’ombra o una tenda che invade il campo visivo. In queste situazioni serve una valutazione oculistica urgente, non un appuntamento programmato.

Prevenzione della miopia

Sulla componente genetica non si può intervenire, su quella ambientale sì, e riguarda soprattutto i bambini.

  • Tempo all’aperto: è la misura con il supporto più solido, e si parla di almeno due ore al giorno di attività all’aria aperta. Conta l’esposizione alla luce naturale, non il tipo di attività.
  • Regola del 20-20-20: ogni 20 minuti di lavoro da vicino, guardare per almeno 20 secondi qualcosa a circa 6 metri di distanza.
  • Distanza di lettura: tenere libri e dispositivi ad almeno 30-40 cm dagli occhi.
  • Illuminazione adeguata, evitando di leggere in penombra, e pause frequenti nelle attività prolungate da vicino.
  • Limitare il tempo davanti agli schermi non necessario.
  • Controlli oculistici periodici, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, per monitorare la progressione e individuare precocemente eventuali complicanze.

Domande frequenti sulla miopia

A che età compare la miopia nei bambini?

La forma più comune è la miopia scolare, che compare tra i sei e i quindici anni. Esiste anche una miopia infantile, che si manifesta prima dei sei anni, e forme che compaiono nel giovane adulto o dopo i quarant’anni.

Si può fermare la progressione della miopia?

Non si può far regredire la miopia già presente, ma esistono approcci per rallentarne l’aumento negli anni della crescita: strategie farmacologiche, lenti a contatto o lenti da occhiale a disegno ottico specifico, e il tempo trascorso all’aperto. L’indicazione e il monitoraggio spettano all’oculista.

La miopia peggiora con l’età?

Peggiora finché l’occhio cresce e tende a stabilizzarsi tra i venti e i venticinque anni. Alcune persone continuano ad aumentare lentamente, e nella miopia patologica l’allungamento può proseguire. Un aumento rapido in età adulta va sempre fatto valutare.

Con la presbiopia la miopia si corregge da sola?

No. La presbiopia si somma alla miopia, non la annulla. Chi è miope può riuscire a leggere togliendosi gli occhiali, e da qui nasce l’equivoco, ma il difetto per lontano resta invariato.

Da quante diottrie si parla di miopia elevata?

Oltre le 6 diottrie si parla di miopia elevata, oltre le 10 di miopia patologica. Non è una distinzione formale: da quei valori in su aumenta il rischio di complicanze retiniche e cambiano i controlli indicati.

Quali sintomi non vanno mai ignorati se si è miopi?

La comparsa improvvisa di molti corpi mobili, i lampi di luce e un’ombra o una tenda che invade il campo visivo. Possono indicare una lesione retinica in atto e richiedono una valutazione oculistica urgente, non un appuntamento programmato.

Passare troppe ore davanti agli schermi fa venire la miopia?

L’eccesso di lavoro da vicino è associato allo sviluppo della miopia, ma il fattore su cui esiste l’evidenza più solida è un altro: la ridotta esposizione alla luce naturale. Aumentare il tempo all’aperto conta almeno quanto ridurre lo schermo.

Mio figlio non si lamenta, devo comunque farlo controllare?

Sì. I bambini raramente riferiscono di vedere male, perché non hanno un termine di paragone. Ci si basa su segnali indiretti: avvicinarsi agli schermi, strizzare gli occhi, mal di testa, difficoltà a leggere dalla lavagna, calo del rendimento scolastico.

Dove far controllare la vista a Monza

Il Santagostino di Monza è in via Cortelonga 2, nel centro storico, a circa dieci minuti a piedi dalla stazione ferroviaria servita dalle linee Trenord R14, S11 e S8. In zona fermano le linee bus Z205, Z211, Z221 e Z222. Chi arriva in auto deve verificare in anticipo ZTL e varchi del centro.

La sede è completamente accessibile e aderisce al servizio UGO, che mette a disposizione un accompagnatore. Si prenota online oppure al 039 230 0055; gli orari sono dal lunedì al venerdì 07:30-13:15 e 14:45-19:30, il sabato 07:30-13:30.

Il centro serve Monza e la Brianza: Villasanta, Brugherio, Lissone, Vedano al Lambro, Concorezzo, Muggiò, Biassono.