Come si calcola l’obesità? BMI, tabella del peso e limiti
L’obesità si calcola di solito con l’indice di massa corporea (BMI), cioè il peso in chilogrammi diviso per l’altezza in metri al quadrato. Negli adulti un BMI di 30 o più indica obesità, secondo le soglie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il valore va letto insieme alla circonferenza vita e alla valutazione del medico.
Come si calcola il BMI?
Il BMI si calcola dividendo il peso in chilogrammi per l’altezza in metri al quadrato. Il risultato si esprime in kg/m² e si confronta con le classi di peso stabilite dall’OMS per gli adulti.
Per fare il calcolo a casa servono pochi strumenti:
- una bilancia, per il peso in chilogrammi
- un metro, per l’altezza in metri
- una calcolatrice, anche quella del telefono.
Un esempio svolto aiuta a capire i passaggi. Se una persona pesa 85 kg ed è alta 1,75 m, l’altezza al quadrato è 1,75 × 1,75 = 3,0625 e il BMI è quindi 85 diviso 3,0625, cioè 27,8, un valore che rientra nel sovrappeso.
Il peso va misurato senza scarpe e senza abiti pesanti. L’altezza va misurata senza scarpe, con talloni, schiena e testa appoggiati a una parete.
Quando si è obesi? La tabella del BMI
Negli adulti si parla di obesità quando il BMI è pari o superiore a 30.
Sotto questa soglia, l’OMS distingue sottopeso, normopeso e sovrappeso; sopra, l’obesità viene divisa in tre classi di gravità crescente.
| Classe di peso (adulti) | BMI |
|---|---|
| Sottopeso | meno di 18,5 |
| Normopeso | da 18,5 a 24,9 |
| Sovrappeso | da 25 a 29,9 |
| Obesità di I classe | da 30 a 34,9 |
| Obesità di II classe | da 35 a 39,9 |
| Obesità di III classe | 40 o più |
Per chi cerca una tabella del peso, è più pratico partire dall’altezza. La tabella che segue riporta il peso che corrisponde alle soglie di BMI 18,5, 25 e 30 per alcune altezze, calcolato con la formula e arrotondato al chilogrammo.
| Altezza | Peso a BMI 18,5 | Peso a BMI 25 (inizio sovrappeso) | Peso a BMI 30 (inizio obesità) |
|---|---|---|---|
| 1,55 m | 44 kg | 60 kg | 72 kg |
| 1,60 m | 47 kg | 64 kg | 77 kg |
| 1,65 m | 50 kg | 68 kg | 82 kg |
| 1,70 m | 53 kg | 72 kg | 87 kg |
| 1,75 m | 57 kg | 77 kg | 92 kg |
| 1,80 m | 60 kg | 81 kg | 97 kg |
| 1,85 m | 63 kg | 86 kg | 103 kg |
| 1,90 m | 67 kg | 90 kg | 108 kg |
Per esempio, una persona alta 1,70 m ha un BMI nella fascia del normopeso tra circa 53 e 72 kg, e raggiunge la soglia dell’obesità intorno agli 87 kg. Sono valori indicativi, che il medico interpreta insieme agli altri dati clinici.
Il BMI è diverso per uomini e donne?
No, negli adulti le soglie del BMI sono le stesse per uomini e donne. La tabella vale quindi per entrambi, e chi cerca una tabella del BMI per donne o per uomini trova gli stessi intervalli.
A cambiare è la distribuzione del grasso corporeo. A parità di BMI, le donne tendono ad avere più massa grassa degli uomini, mentre negli uomini il grasso si accumula più spesso sull’addome. Le soglie della circonferenza vita, infatti, cambiano tra i due sessi.
Perché il girovita conta quanto il BMI?
Il girovita conta perché indica dove si trova il grasso, un dato che il BMI non fornisce. Il grasso accumulato intorno all’addome è associato a un rischio cardiovascolare e metabolico più alto rispetto a quello distribuito su fianchi e cosce.
Si distinguono così due tipi di distribuzione:
- obesità androide: detta anche addominale o “a mela”, con il grasso concentrato sul tronco e sull’addome, più frequente negli uomini
- obesità ginoide: detta anche “a pera”, con il grasso concentrato su fianchi, glutei e cosce, più frequente nelle donne.
Per la circonferenza vita, le soglie riportate dall’OMS, ricavate da studi su popolazioni europee, sono:
- rischio aumentato: oltre 94 cm negli uomini e oltre 80 cm nelle donne
- rischio molto aumentato: oltre 102 cm negli uomini e oltre 88 cm nelle donne.
Un altro indice è il rapporto vita-altezza, ossia la circonferenza vita divisa per l’altezza, entrambe in centimetri. Un rapporto più alto indica una maggiore quantità di grasso addominale in proporzione alla statura.
Per misurare il girovita a casa si possono seguire questi passaggi:
- stare in piedi, con l’addome rilassato e senza abiti stretti in vita
- individuare il punto a metà tra il margine inferiore dell’ultima costola e il bordo superiore dell’osso del bacino (cresta iliaca)
- passare il metro da sarta intorno all’addome in quel punto, parallelo al pavimento
- leggere la misura alla fine di una normale espirazione, senza stringere il metro sulla pelle.
Quali sono i limiti del BMI?
Il BMI è uno strumento di screening, non una diagnosi. Si basa solo su peso e altezza, e per questo in alcune situazioni descrive male la composizione del corpo.
I limiti principali sono:
- non distingue il muscolo dal grasso, per cui chi pratica sport con una massa muscolare elevata può avere un BMI alto senza eccesso di grasso
- non dice dove si trova il grasso, informazione che si ricava dalla circonferenza vita
- negli anziani, che con l’età perdono massa muscolare, può sottostimare la quantità di grasso
- in gravidanza non si applica, perché il peso cambia per ragioni fisiologiche
- in alcune popolazioni, per esempio quelle asiatiche, le soglie di rischio possono essere più basse.
Per una valutazione più completa della composizione corporea esistono altri metodi, tra cui:
- plicometria: la misura dello spessore delle pliche cutanee con uno strumento chiamato plicometro
- bioimpedenziometria: una stima della massa grassa e della massa magra tramite una debole corrente elettrica che attraversa il corpo
- DEXA (assorbimetria a raggi X a doppia energia): un esame che misura con precisione massa grassa, massa magra e massa ossea.
Come si calcola l’obesità nei bambini?
Nei bambini e nei ragazzi il BMI si calcola con la stessa formula, ma non si usano le soglie degli adulti: il risultato si confronta con le curve di crescita dell’OMS, che tengono conto di età e sesso.
Il confronto avviene tramite i percentili, cioè la posizione del valore del bambino rispetto a quello dei coetanei dello stesso sesso. Durante la crescita la composizione del corpo cambia, in modo diverso tra maschi e femmine soprattutto dalla pubertà, e per questo un numero fisso non sarebbe adatto.
La valutazione del peso in età pediatrica spetta al pediatra, che segue l’andamento della crescita nel tempo. In caso di dubbi è opportuno parlarne con il pediatra di riferimento o rivolgersi all’ambulatorio di pediatria.
Perché l’obesità è considerata una malattia?
L’obesità è considerata una malattia cronica perché l’eccesso di grasso corporeo altera il funzionamento dell’organismo nel tempo.
In Italia la legge 3 ottobre 2025, n. 149 stabilisce che l’obesità, correlata ad altre patologie di interesse sociale, è una malattia progressiva e recidivante.
Una persona con obesità ha un rischio più alto di sviluppare alcune condizioni, tra cui:
- diabete di tipo 2
- ipertensione arteriosa
- malattie cardiovascolari, tra cui lo scompenso cardiaco
- apnee notturne, ossia pause del respiro durante il sonno
- artrosi, per il maggior carico sulle articolazioni.
Cosa fare se il BMI indica sovrappeso o obesità?
Se il BMI indica sovrappeso o obesità, il primo passo è parlarne con il medico di medicina generale o con un nutrizionista. Il numero, da solo, non dice quale percorso sia adatto alla singola persona.
Il medico valuta il BMI insieme alla circonferenza vita, alla storia clinica e allo stile di vita. Può anche richiedere alcuni esami del sangue, tra cui:
- la glicemia, cioè la quantità di zucchero nel sangue
- il colesterolo e gli altri grassi del sangue.
Il nutrizionista imposta un percorso alimentare personalizzato, con obiettivi realistici e graduali. Le informazioni sull’ambulatorio si trovano nella pagina di dietetica e nutrizione.
Il calcolo dell’obesità riguarda il peso in eccesso. Il dimagrimento involontario, cioè la perdita di peso senza averla cercata, è un’altra situazione, da indagare con il medico. Le possibili cause sono descritte nella voce sulla perdita di peso.
Domande frequenti sul calcolo dell’obesità
Qual è il peso ideale per la mia altezza?
Il peso considerato adeguato per la propria altezza è quello che corrisponde a un BMI tra 18,5 e 24,9, la fascia del normopeso. Per una persona alta 1,70 m l’intervallo va da circa 53 a 72 kg. Il valore più adatto alla singola persona lo indica il medico o il nutrizionista.
Un BMI di 30 è sempre obesità?
Negli adulti un BMI di 30 corrisponde alla soglia dell’obesità di I classe, ma il numero va interpretato. In chi ha una massa muscolare molto sviluppata il BMI può risultare alto senza un eccesso di grasso. Il medico, in questi casi, considera anche la circonferenza vita e gli altri dati clinici.
Il BMI vale per gli sportivi?
Il BMI vale per gli sportivi solo in parte, perché non distingue il muscolo dal grasso. Un atleta con molta massa muscolare può avere un BMI da sovrappeso con una quantità di grasso nella norma. In questi casi la composizione corporea si valuta meglio con plicometria, bioimpedenziometria o DEXA.
Il BMI vale dopo i 65 anni?
Dopo i 65 anni il BMI si calcola nello stesso modo, ma va letto con più cautela. Con l’età si riduce la massa muscolare e cambia la distribuzione del grasso, per cui il BMI può non descrivere bene la composizione del corpo. La valutazione del peso nell’anziano spetta al medico.
Cos’è l’obesità di III classe?
L’obesità di III classe, detta anche obesità grave, corrisponde negli adulti a un BMI di 40 o più. È la classe di gravità più alta della classificazione dell’OMS. Una persona con obesità di III classe è opportuno che venga seguita dal proprio medico.
Il BMI vale in gravidanza?
No, il BMI calcolato durante la gravidanza non si usa per classificare il peso, perché l’aumento di peso in questo periodo è fisiologico. Si fa riferimento al BMI di prima della gravidanza, misurato al primo controllo, su cui si basano le indicazioni sull’aumento di peso date dal ginecologo o dall’ostetrica.
Il BMI basta per una diagnosi di obesità?
No, di solito il BMI da solo non basta per una diagnosi. Le linee guida 2025 della Società Italiana dell’Obesità (SIO), nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’ISS, raccomandano di affiancargli la circonferenza vita quando il BMI è tra 25 e 34,9. La diagnosi la formula il medico, che considera anche storia clinica ed esami.
Il nutrizionista al Santagostino di Monza
Al Santagostino di Monza la prima visita con il nutrizionista si prenota online nella sede di viale Libertà, all’angolo con viale Gian Battista Stucchi, oppure in videoconsulto. Con le stesse modalità si prenota anche la visita di controllo.
Durante la visita il nutrizionista raccoglie la storia clinica e alimentare, può misurare peso, altezza e circonferenza vita e calcolare il BMI. Sulla base di questi dati imposta un percorso alimentare personalizzato.