Vulvoscopia | Monza
La vulvoscopia è un esame ginecologico non invasivo che permette di osservare da vicino i genitali esterni femminili, per individuare precocemente eventuali alterazioni della mucosa vulvare.
Attraverso il colposcopio, uno strumento ottico in grado di ingrandire l’immagine fino a 40 volte, il ginecologo esamina in dettaglio grandi e piccole labbra, clitoride, meato urinario e perineo, rilevando particolari non visibili a occhio nudo.
L’esame è indicato soprattutto in presenza di prurito o bruciore persistenti, lesioni sospette o infezione da HPV, e la frequenza dei controlli viene stabilita dallo specialista in base al quadro clinico della paziente. Per approfondire quando è indicata una valutazione ginecologica completa, si può consultare la pagina della visita ginecologica di Santagostino Monza.
Prestazioni
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Cos’è la vulvoscopia?
La vulvoscopia è un esame ginecologico diagnostico che permette di esaminare i genitali esterni femminili con un ingrandimento ottico elevato. Attraverso il colposcopio, uno strumento dotato di lenti capaci di ingrandire fino a 40 volte, il medico individua alterazioni della vulva e del perineo che non sarebbero visibili durante una normale visita ginecologica.
L’esame si concentra sull’osservazione dettagliata di tutte le strutture anatomiche della zona genitale esterna:
- grandi e piccole labbra
- clitoride
- meato urinario
- imene
- orifizi delle ghiandole vestibolari
- perineo.
Indicazioni vulvoscopia, perché viene chiesta?
La vulvoscopia viene prescritta principalmente quando la paziente manifesta sintomi persistenti a carico dei genitali esterni, come prurito cronico resistente ai trattamenti, bruciore intenso o dolore localizzato.
Lo scopo della vulvoscopia è individuare precocemente lesioni precancerose e patologie dermatologiche croniche della vulva, prima che diano origine a complicanze più difficili da trattare.
Le principali indicazioni cliniche comprendono:
- prurito vulvare cronico o bruciore intenso resistenti ai trattamenti locali
- dolore localizzato o dispareunia, cioè dolore durante i rapporti sessuali
- lesioni visibili, modifiche del colore della cute o neoformazioni palpabili
- sanguinamenti anomali non correlati al ciclo mestruale
- monitoraggio di condizioni dermatologiche croniche come lichen sclerosus, lichen planus o psoriasi vulvare
- follow-up dopo infezione da papillomavirus umano (HPV) o presenza di condilomi
- pregresse lesioni displastiche cervicali evidenziate da un pap test alterato
La vulvoscopia riveste inoltre un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce della neoplasia intraepiteliale vulvare (VIN) e del carcinoma vulvare, sebbene quest’ultimo rappresenti una percentuale relativamente bassa dei tumori ginecologici.
Fattori di rischio come l’immunodepressione, l’età avanzata, il fumo di sigaretta e un’anamnesi positiva per malattie sessualmente trasmissibili possono giustificare l’esecuzione dell’esame anche in assenza di sintomi.
Quali vantaggi presenta?
Il principale vantaggio della vulvoscopia è la capacità di individuare precocemente alterazioni vulvari che potrebbero evolvere verso condizioni più gravi. La diagnosi tempestiva di lesioni precancerose consente di intervenire con trattamenti conservativi, evitando l’evoluzione verso forme neoplastiche invasive. Nello specifico:
- diagnosi precoce di lesioni precancerose e patologie dermatologiche croniche della vulva
- possibilità di eseguire biopsie mirate con estrema precisione, riducendo i prelievi non diagnostici
- natura non invasiva e assenza di dolore, che favoriscono una buona compliance della paziente
- durata contenuta, circa 30 minuti, ed esecuzione ambulatoriale senza ricovero né anestesia.
Qual è la differenza tra vulvoscopia e colposcopia?
Vulvoscopia e colposcopia sono esami complementari che utilizzano lo stesso strumento diagnostico ma si differenziano per l’area anatomica esaminata.
| Esame | Area anatomica esaminata |
|---|---|
| Vulvoscopia | Genitali esterni femminili (grandi e piccole labbra, clitoride, meato urinario, imene, orifizi delle ghiandole vestibolari, perineo) |
| Colposcopia | Canale vaginale e cervice uterina |
Nella pratica clinica, i due esami vengono spesso eseguiti nella stessa seduta: si parla in questo caso di vulvocolposcopia. L’approccio combinato consente una valutazione completa del basso tratto genitale femminile, particolarmente utile nelle pazienti con infezione da HPV o con precedenti anomalie del Pap-test. La vulvoscopia può tuttavia essere eseguita anche come esame isolato quando la sintomatologia o il sospetto clinico interessano esclusivamente la regione vulvare.
Cosa si vede dalla vulvoscopia?
Durante l’esame il ginecologo può individuare diverse alterazioni della mucosa vulvare, spesso non visibili a occhio nudo. Tra le anomalie più frequentemente rilevate vi sono:
- lesioni pigmentate e neoformazioni sospette
- aree di leucoplachia, ovvero chiazze biancastre
- erosioni o ulcerazioni superficiali
- condilomi e altre lesioni HPV correlate
- zone di alterata vascolarizzazione
- modifiche della texture cutanea, assottigliamenti o ispessimenti della pelle
- aree di atrofia e segni di processi infiammatori cronici.
In presenza di lesioni sospette, il medico può effettuare contestualmente una biopsia per ottenere una diagnosi istologica definitiva.
Procedura, come si fa la vulvoscopia?
La vulvoscopia si svolge in regime ambulatoriale e non richiede anestesia. La paziente viene posizionata sul lettino ginecologico in posizione litotomica, con le gambe sostenute da apposite staffe, per consentire un’adeguata esposizione della regione vulvare e perineale.
- il ginecologo posiziona il colposcopio a distanza dalla paziente, regolando la messa a fuoco e l’ingrandimento
- l’osservazione inizia a basso ingrandimento, per poi focalizzarsi sulle aree con particolarità o anomalie
- in alcuni casi vengono applicate soluzioni coloranti, come l’acido acetico o il blu di toluidina, per evidenziare le aree di alterazione cellulare
- il medico può effettuare la palpazione delle strutture vulvari per valutarne la consistenza e individuare eventuali noduli
- se necessario, procede al prelievo bioptico mirato delle zone anomale, inviato poi al laboratorio di anatomia patologica.
Preparazione per l’esame, come si svolge?
La preparazione alla vulvoscopia è semplice e richiede pochi accorgimenti nei giorni precedenti l’esame.
- sospendere l’applicazione di creme, pomate o ovuli vaginali nei 3-4 giorni precedenti l’esame
- evitare rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti
- evitare di programmare l’esame durante il flusso mestruale
- informare il ginecologo di eventuali terapie in corso, in particolare anticoagulanti o antiaggreganti
- segnalare un’eventuale gravidanza in atto, che comunque non rappresenta una controindicazione assoluta.
La vulvoscopia è dolorosa?
No, la vulvoscopia è un esame completamente indolore e ben tollerato dalla maggior parte delle pazienti. Il colposcopio non entra in contatto con i tessuti e la sola osservazione visiva non provoca alcun fastidio. L’eventuale applicazione di soluzioni coloranti determina al massimo una lieve sensazione di freschezza o un transitorio bruciore, senza comportare dolore.
Nel caso in cui si renda necessaria una biopsia, la paziente può avvertire un rapido pizzicore o una sensazione di leggera pressione nel momento del prelievo. Il disagio è comunque minimo e di breve durata, e raramente richiede anestesia locale. Dopo la biopsia può residuare un lieve fastidio nelle ore successive, facilmente controllabile con comuni analgesici se necessario.
Quanto costa la vulvoscopia a Monza?
La vulvoscopia al Santagostino di Monza ha un costo a partire da 120 euro. Il prezzo può variare in base alle disponibilità degli specialisti.
Domande frequenti sulla vulvoscopia
La vulvoscopia richiede il digiuno?
No, non è necessario alcun digiuno. È sufficiente rispettare le indicazioni sulla sospensione di creme locali e sull’astensione dai rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti.
Si può fare la vulvoscopia in gravidanza?
Sì, la gravidanza non rappresenta una controindicazione assoluta. È comunque importante segnalarla al ginecologo prima dell’esame.
Quanto dura la vulvoscopia?
L’esame dura generalmente intorno ai 30 minuti, compresa l’eventuale palpazione delle strutture vulvari.
Quanto tempo ci vuole per avere il referto della biopsia?
Se durante l’esame viene eseguita una biopsia, i risultati dell’analisi istologica richiedono generalmente 2-4 settimane.
Vulvoscopia e visita ginecologica sono la stessa cosa?
No, sono due esami distinti. La visita ginecologica è una valutazione generale dell’apparato genitale femminile, mentre la vulvoscopia è un approfondimento mirato sui genitali esterni con ingrandimento ottico.
Dove si trova e come raggiungere Santagostino Monza?
Il centro Santagostino Monza si trova in Via Cortelonga 2.
Indirizzo e contatti:
- Santagostino Monza: Via Cortelonga 2, 20900 Monza (MB)
- Telefono: 039 230 0055
Orari di apertura:
- lunedì, venerdì: 07:30 – 13:15 / 14:45 – 19:30
- sabato: 07:30 – 13:30
- domenica: chiuso
Come arrivare:
- in autobus: linee Z205, Z211, Z221 e Z222
- in treno: Trenord R14, S11, S8 · Stazione FS a 10 min a piedi.
Va tenuto presente che la struttura si trova in un centro pedonale, ed è completamente accessibile a pazienti con disabilità.