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La varicella, cosa comporta

La varicella è una malattia infettiva altamente contagiosa causata dal virus Varicella-Zoster, che colpisce principalmente i bambini ma può manifestarsi anche negli adulti. Caratterizzata da un’eruzione cutanea distintiva con vescicole pruriginose, rappresenta una delle malattie esantematiche più comuni dell’infanzia, sebbene la sua incidenza sia diminuita significativamente nei paesi dove è disponibile la vaccinazione.

Comprendere cosa comporta la varicella è fondamentale per riconoscerne tempestivamente i sintomi, gestire adeguatamente la malattia e prevenire possibili complicazioni. Sebbene nella maggior parte dei casi si risolva spontaneamente senza conseguenze, in alcune situazioni può presentare rischi che richiedono attenzione medica.

In questo articolo analizzeremo le cause della varicella, come si trasmette, quali sono i sintomi caratteristici, le possibili complicazioni e le strategie di trattamento e prevenzione più efficaci.

Perché ti viene la varicella: cause e trasmissione

La varicella è causata dal virus Varicella-Zoster (VZV), un herpesvirus che si trasmette con estrema facilità da persona a persona. Il contagio avviene principalmente attraverso due modalità: per via aerea, mediante le goccioline respiratorie emesse quando una persona infetta tossisce o starnutisce, e per contatto diretto con il liquido contenuto nelle vescicole cutanee.

Il periodo di contagiosità inizia 1-2 giorni prima della comparsa dell’eruzione cutanea e continua fino a quando tutte le vescicole si sono trasformate in croste, generalmente dopo 5-7 giorni dall’inizio dell’esantema. Questa caratteristica rende la varicella particolarmente insidiosa, poiché una persona può trasmettere il virus prima ancora di sapere di essere malata.

Il virus è così contagioso che circa il 90% delle persone non immuni che entrano in contatto con un soggetto infetto sviluppa la malattia. Dopo aver contratto la varicella, il virus rimane latente nei gangli nervosi e può riattivarsi in età adulta causando l’herpes zoster, comunemente noto come fuoco di Sant’Antonio.

Quali sono i primi sintomi della varicella

I primi sintomi della varicella compaiono generalmente dopo un periodo di incubazione di 10-21 giorni dal contagio. La malattia esordisce tipicamente con manifestazioni aspecifiche che precedono l’eruzione cutanea caratteristica:

  • febbre moderata (37,5-39°C)
  • malessere generale e stanchezza
  • mal di testa
  • perdita di appetito
  • talvolta mal di gola e dolori muscolari

Dopo 1-2 giorni da questi sintomi prodromici, compare l’eruzione cutanea, che rappresenta il segno distintivo della varicella. L’esantema inizia solitamente sul viso, sul cuoio capelluto o sul tronco, per poi diffondersi progressivamente a tutto il corpo, comprese le mucose orali e, in alcuni casi, la zona genitale.

Come si capisce se è varicella: i sintomi caratteristici

Il riconoscimento della varicella si basa principalmente sull’aspetto caratteristico dell’eruzione cutanea, che evolve attraverso diverse fasi successive.

Fase Descrizione
Macule Piccole macchie rosse piatte che compaiono inizialmente sulla pelle
Papule Le macule si trasformano in rilievi solidi e arrossati
Vescicole Si formano piccole bolle piene di liquido chiaro, spesso descritte come “gocce di rugiada su un petalo di rosa”
Pustole Il liquido nelle vescicole diventa torbido
Croste Le vescicole si rompono e si ricoprono di croste che cadranno spontaneamente

Una caratteristica peculiare della varicella è la presenza contemporanea di lesioni in diversi stadi evolutivi: sulla stessa area cutanea si possono osservare macule, vescicole e croste insieme. L’eruzione è accompagnata da prurito intenso, che rappresenta uno dei sintomi più fastidiosi della malattia.

Il numero di lesioni può variare notevolmente, da poche decine a diverse centinaia, con una media di 250-500 vescicole nei casi tipici. Nei soggetti vaccinati che contraggono comunque la malattia (varicella breakthrough), l’eruzione è generalmente più lieve, con meno di 50 lesioni.

Complicazioni della varicella

Sebbene la varicella sia generalmente una malattia benigna nei bambini sani, può comportare complicazioni che richiedono attenzione medica. Le complicazioni sono più frequenti negli adulti, nei neonati, nelle donne in gravidanza e nelle persone immunocompromesse.

Complicazione Descrizione
Infezioni batteriche della cute Causate dal grattamento delle vescicole, possono portare a impetigine, cellulite o ascessi
Polmonite Più frequente negli adulti e nei soggetti immunodepressi, rappresenta una complicazione seria
Encefalite Infiammazione del cervello, rara ma potenzialmente grave
Atassia cerebellare Disturbo della coordinazione che generalmente si risolve completamente
Sindrome di Reye Complicazione rara ma grave, associata all’uso di aspirina durante la varicella

Nelle donne in gravidanza, la varicella può causare la sindrome da varicella congenita nel feto, con malformazioni e danni neurologici, specialmente se contratta nel primo o secondo trimestre.

Come si guarisce la varicella: trattamento e prevenzione

La varicella si affronta con un trattamento prevalentemente sintomatico e attraverso la prevenzione.

Trattamento

La varicella si guarisce spontaneamente nella maggior parte dei casi, con un decorso che dura circa 7-10 giorni. Il trattamento è principalmente sintomatico e mira a ridurre il disagio e prevenire le complicazioni:

  • Controllo del prurito: antistaminici e lozioni lenitive a base di calamina
  • Gestione della febbre: paracetamolo (mai aspirina nei bambini per il rischio di sindrome di Reye)
  • Igiene: mantenere le unghie corte e pulite per ridurre il rischio di infezioni da grattamento
  • Bagni tiepidi: con bicarbonato o amido per alleviare il prurito

Nei casi più gravi o nei soggetti a rischio, può essere prescritto l’aciclovir, un farmaco antivirale che riduce la durata e la gravità della malattia se somministrato entro 24 ore dalla comparsa dell’eruzione.

Prevenzione

La prevenzione più efficace è rappresentata dalla vaccinazione. Il vaccino contro la varicella è sicuro ed efficace, con un’efficacia del 90-95% nel prevenire la malattia e del 100% nel prevenire le forme gravi. Si somministra in due dosi, generalmente tra i 12-15 mesi e i 5-6 anni.

Altre misure preventive includono l’isolamento dei soggetti malati durante il periodo contagioso e la somministrazione di immunoglobuline specifiche entro 96 ore dall’esposizione in soggetti ad alto rischio non immuni.

La vaccinazione non solo protegge dalla varicella in età pediatrica, ma riduce anche il rischio di sviluppare l’herpes zoster in età adulta, rappresentando un investimento importante per la salute a lungo termine.