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Uveite: cause, sintomi e trattamenti

L’uveite è un’infiammazione dell’uvea, la membrana vascolare dell’occhio situata tra la sclera (la parte bianca esterna) e la retina. Questa struttura è composta da tre parti: l’iride, il corpo ciliare e la coroide, tutte fondamentali per la nutrizione e il funzionamento dell’occhio. Quando una o più di queste componenti si infiammano, si parla di uveite, una condizione che può manifestarsi in forme diverse e con vari gradi di gravità.

Si tratta di una patologia oculare che non va sottovalutata: l’uveite rappresenta infatti una delle principali cause di perdita della vista nei paesi industrializzati, soprattutto quando non viene diagnosticata e trattata tempestivamente. Può colpire persone di tutte le età, anche se è più frequente tra i 20 e i 60 anni, e può interessare uno o entrambi gli occhi.

In questo articolo approfondiremo le cause dell’uveite, i sintomi da riconoscere, le modalità di diagnosi e i trattamenti disponibili, oltre alle strategie di prevenzione e gestione per proteggere la salute visiva.

Cosa provoca l’uveite?

Le cause dell’uveite sono molteplici e in alcuni casi la patologia può risultare idiopatica, ovvero senza una causa identificabile. Tuttavia, nella maggior parte dei casi è possibile individuare uno o più fattori scatenanti.

  • Cause infettive: numerosi agenti patogeni possono provocare uveite, tra cui virus (herpes simplex, herpes zoster, citomegalovirus), batteri (toxoplasma, sifilide, tubercolosi), funghi e parassiti. Le infezioni rappresentano una causa frequente, soprattutto nelle uveiti posteriori.
  • Malattie autoimmuni e infiammatorie sistemiche: l’uveite può essere una manifestazione oculare di patologie sistemiche come l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, la malattia di Behçet, la sarcoidosi, il lupus eritematoso sistemico e le malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn e colite ulcerosa). In questi casi, il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti oculari.
  • Traumi oculari: un trauma diretto all’occhio o un intervento chirurgico oculare possono scatenare un’infiammazione dell’uvea come risposta del sistema immunitario.
  • Fattori genetici: alcune forme di uveite sono associate a specifici marcatori genetici, come l’antigene HLA-B27, particolarmente presente nelle uveiti anteriori acute.
  • Tumori oculari: più raramente, l’uveite può essere causata da neoplasie intraoculari o essere una reazione paraneoplastica.

Quali sono i sintomi dell’uveite?

I sintomi dell’uveite variano in base alla localizzazione e alla gravità dell’infiammazione. Si distinguono tre forme principali: uveite anteriore (la più comune, che colpisce iride e corpo ciliare), uveite intermedia (che interessa il corpo vitreo) e uveite posteriore (che coinvolge coroide e retina).

Sintomi dell’uveite anteriore:

  • Dolore oculare, spesso intenso
  • Arrossamento dell’occhio
  • Fotofobia (sensibilità alla luce)
  • Visione offuscata
  • Lacrimazione abbondante
  • Sensazione di corpo estraneo

Sintomi dell’uveite posteriore e intermedia:

  • Visione offuscata o annebbiata
  • Presenza di “mosche volanti” (miodesopsie)
  • Perdita progressiva della vista
  • Generalmente assenza di dolore e arrossamento
Tipo di uveite Sintomi principali
Uveite anteriore Dolore oculare intenso, arrossamento, fotofobia, visione offuscata, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo
Uveite posteriore e intermedia Visione offuscata o annebbiata, mosche volanti (miodesopsie), perdita progressiva della vista, generalmente assenza di dolore e arrossamento

È importante sottolineare che l’uveite posteriore può essere più insidiosa perché i sintomi iniziali sono meno evidenti, ma le conseguenze sulla vista possono essere più gravi. Alcuni pazienti possono anche manifestare sintomi sistemici come febbre, mal di testa o dolori articolari, soprattutto quando l’uveite è associata a malattie autoimmuni.

Uveite è pericolosa?

Sì, l’uveite può essere una condizione pericolosa per la vista se non viene trattata adeguatamente e tempestivamente. Le complicanze possono essere serie e includere:

  • Glaucoma: l’infiammazione può causare un aumento della pressione intraoculare
  • Cataratta: l’infiammazione cronica o l’uso prolungato di corticosteroidi possono accelerare la formazione della cataratta
  • Edema maculare: accumulo di liquido nella macula, la parte centrale della retina responsabile della visione nitida
  • Distacco di retina: una complicanza grave che richiede intervento immediato
  • Perdita permanente della vista: nei casi più gravi o non trattati

La prognosi dipende dalla causa sottostante, dalla tempestività della diagnosi e dall’efficacia del trattamento. Le forme acute, se trattate precocemente, hanno generalmente una buona prognosi, mentre le forme croniche o ricorrenti richiedono un monitoraggio costante e possono comportare danni permanenti alla vista.

Diagnosi dell’uveite

La diagnosi di uveite richiede una valutazione oftalmologica completa. L’oculista eseguirà diversi esami:

  • Esame alla lampada a fessura: permette di visualizzare le strutture interne dell’occhio e identificare segni di infiammazione, come cellule infiammatorie nell’umor acqueo o precipitati sulla cornea.
  • Misurazione della pressione intraoculare: per escludere o confermare un glaucoma secondario.
  • Esame del fondo oculare: essenziale per valutare la retina, la coroide e il nervo ottico nelle uveiti posteriori.
  • Esami di laboratorio: analisi del sangue, test immunologici e ricerca di marcatori genetici (come HLA-B27) possono aiutare a identificare la causa sottostante.
  • Esami di imaging: la tomografia a coerenza ottica (OCT) e l’angiografia retinica possono fornire informazioni dettagliate sulle strutture oculari coinvolte.

In alcuni casi può essere necessaria una consulenza con altri specialisti (reumatologo, infettivologo, immunologo) per identificare eventuali patologie sistemiche associate.

Come si guarisce dall’uveite?

Il trattamento dell’uveite dipende dalla causa, dalla localizzazione e dalla gravità dell’infiammazione. L’obiettivo principale è ridurre l’infiammazione, alleviare i sintomi, prevenire le complicanze e preservare la vista.

  • Corticosteroidi: rappresentano il trattamento di prima linea. Possono essere somministrati come colliri (per le uveiti anteriori), iniezioni perioculari o intravitreali, o per via sistemica (compresse o infusioni) nelle forme più gravi o posteriori.
  • Farmaci midriatici e cicloplegici: colliri che dilatano la pupilla, riducono il dolore e prevengono la formazione di aderenze (sinechie) tra iride e cristallino.
  • Immunosoppressori: in caso di uveiti croniche, ricorrenti o associate a malattie autoimmuni, possono essere necessari farmaci immunosoppressori come metotrexato, azatioprina o ciclosporina.
  • Farmaci biologici: per le forme resistenti ai trattamenti convenzionali, si utilizzano farmaci biologici come gli anti-TNF (adalimumab, infliximab).
  • Terapia antimicrobica: quando l’uveite è causata da infezioni, è fondamentale trattare l’agente patogeno con antibiotici, antivirali o antifungini specifici.

Prevenzione e gestione dell’uveite

Sebbene non sia sempre possibile prevenire l’uveite, alcune strategie possono ridurre il rischio di recidive e complicanze:

  • Controlli oftalmologici regolari: fondamentali per chi ha già avuto episodi di uveite o soffre di malattie autoimmuni. Una visita oculistica periodica permette di individuare precocemente eventuali problematiche
  • Gestione delle patologie sistemiche: un adeguato controllo delle malattie autoimmuni riduce il rischio di manifestazioni oculari
  • Protezione dagli agenti infettivi: prevenire infezioni che possono scatenare l’uveite
  • Aderenza terapeutica: seguire scrupolosamente le indicazioni del medico e non interrompere autonomamente le terapie
  • Riconoscimento precoce dei sintomi: consultare immediatamente l’oculista in caso di occhi rossi, dolore, fotofobia o alterazioni visive

La gestione a lungo termine dell’uveite cronica richiede un approccio multidisciplinare e un monitoraggio costante per adattare le terapie e prevenire danni permanenti alla vista. Con una diagnosi tempestiva e un trattamento appropriato, la maggior parte dei pazienti può mantenere una buona qualità visiva.