Skip to content

La trombosi alle gambe, cosa bisogna fare

La trombosi alle gambe è una condizione che si verifica quando un coagulo di sangue, chiamato trombo, si forma all’interno di una vena profonda degli arti inferiori. Si tratta di un problema da non sottovalutare, poiché può comportare complicanze anche gravi se non riconosciuto e trattato tempestivamente. Conoscere i sintomi della trombosi e sapere come agire in caso di sospetto è fondamentale per proteggere la propria salute.

Cos’è la trombosi venosa profonda

La trombosi venosa profonda, comunemente abbreviata in TVP, colpisce le vene situate in profondità nelle gambe, generalmente quelle del polpaccio o della coscia. Il coagulo che si forma ostacola il normale flusso sanguigno e può causare sintomi localizzati più o meno intensi. In alcuni casi, il trombo può staccarsi e raggiungere i polmoni attraverso il circolo sanguigno, provocando un’embolia polmonare, una complicanza potenzialmente fatale.

La trombosi alle gambe può colpire chiunque, ma esistono fattori che aumentano il rischio di svilupparla. Tra questi rientrano l’immobilità prolungata, gli interventi chirurgici recenti, alcune patologie croniche e predisposizioni genetiche alla coagulazione.

Sintomi della trombosi alle gambe

Riconoscere i sintomi di una trombosi alle gambe non è sempre immediato, poiché in alcuni casi la condizione può essere asintomatica o presentare segni lievi facilmente confondibili con altri disturbi. Tuttavia, esistono manifestazioni tipiche che dovrebbero destare attenzione.

Segnali più comuni

Il sintomo più frequente è il dolore al polpaccio o alla coscia, spesso descritto come un crampo persistente o una sensazione di pesantezza. A questo si accompagna frequentemente un gonfiore visibile della gamba interessata, che appare più voluminosa rispetto all’altra. Questo tipo di edema è un segnale da non ignorare.

La pelle nella zona colpita può risultare calda al tatto e assumere un colorito rossastro o bluastro. Alcune persone avvertono anche una sensazione di tensione lungo il decorso della vena interessata. È importante notare che questi sintomi si manifestano solitamente in una sola gamba, elemento che può aiutare a distinguere la trombosi da altre condizioni.

Quando i sintomi sono assenti

Non sempre la trombosi venosa si presenta con segnali evidenti. In circa il 50% dei casi, la formazione del coagulo avviene senza provocare disturbi particolari. Questo rende la prevenzione e l’attenzione ai fattori di rischio ancora più importanti, soprattutto per le persone predisposte.

Cause e fattori di rischio

La formazione di un trombo nelle vene delle gambe dipende da tre fattori principali, noti come triade di Virchow: il rallentamento del flusso sanguigno, un danno alla parete del vaso e un’alterazione della coagulazione del sangue.

Condizioni che aumentano il rischio

Diverse situazioni possono favorire lo sviluppo di una trombosi alle gambe. L’immobilità prolungata rappresenta uno dei fattori più rilevanti: restare seduti o allettati per lunghi periodi, come durante viaggi aerei intercontinentali o degenze ospedaliere, rallenta la circolazione venosa e favorisce la formazione di coaguli.

Gli interventi chirurgici, in particolare quelli ortopedici a carico di anca e ginocchio, aumentano significativamente il rischio nei giorni e nelle settimane successive all’operazione. Anche i traumi agli arti inferiori, le fratture e l’utilizzo di gessi o tutori possono contribuire allo sviluppo della patologia.

Tra gli altri fattori di rischio si annoverano:

  • età superiore ai 60 anni
  • obesità e sovrappeso
  • fumo di sigaretta
  • uso di contraccettivi orali o terapia ormonale sostitutiva
  • gravidanza e periodo post-partum
  • storia familiare di trombosi
  • patologie oncologiche
  • insufficienza cardiaca e altre malattie croniche.

Quanto è pericolosa una trombosi

La trombosi alle gambe non va mai sottovalutata. Il pericolo principale è rappresentato dall’embolia polmonare, che si verifica quando il coagulo si frammenta e raggiunge le arterie polmonari. Questa complicanza può manifestarsi con difficoltà respiratoria improvvisa, dolore toracico acuto, tosse con tracce di sangue e, nei casi più gravi, può mettere a rischio la vita.

Anche quando non si verifica un’embolia, la trombosi può lasciare conseguenze a lungo termine. La sindrome post-trombotica colpisce una percentuale significativa di pazienti e si manifesta con gonfiore cronico, dolore persistente, alterazioni cutanee e, nei casi più severi, ulcere venose difficili da guarire.

Diagnosi della trombosi venosa

Quando si sospetta una trombosi alle gambe, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un medico per una valutazione accurata. La diagnosi si basa inizialmente sull’esame clinico e sulla raccolta della storia del paziente, ma richiede conferma attraverso esami strumentali.

L’ecocolordoppler venoso degli arti inferiori rappresenta l’esame di riferimento per confermare la presenza di un trombo. Si tratta di un’indagine non invasiva che permette di visualizzare le vene e identificare eventuali ostruzioni al flusso sanguigno. In alcuni casi possono essere richiesti anche esami del sangue, come il dosaggio del D-dimero, utile per escludere la presenza di trombosi quando i valori risultano nella norma.

Trattamento della trombosi alle gambe

La terapia della trombosi venosa profonda ha l’obiettivo di impedire l’estensione del coagulo, prevenire l’embolia polmonare e ridurre il rischio di recidive e complicanze a lungo termine.

Terapia farmacologica

Il trattamento principale prevede l’utilizzo di farmaci anticoagulanti, che riducono la capacità del sangue di formare nuovi coaguli e permettono all’organismo di dissolvere gradualmente il trombo esistente. La terapia viene generalmente iniziata con eparina e proseguita con anticoagulanti orali per un periodo variabile, da alcuni mesi a tempo indeterminato, a seconda delle caratteristiche del paziente e dell’episodio trombotico.

Misure di supporto

Oltre alla terapia farmacologica, vengono spesso raccomandate calze elastiche a compressione graduata, che favoriscono il ritorno venoso e riducono il gonfiore. Il movimento precoce, compatibilmente con le indicazioni mediche, aiuta a ripristinare una buona circolazione. In casi selezionati e particolarmente gravi possono essere considerate procedure interventistiche per rimuovere meccanicamente il coagulo.

Cosa fare in caso di sospetto

Riconoscere tempestivamente i sintomi della trombosi alle gambe e agire rapidamente può fare la differenza. Se si avverte dolore improvviso a una gamba, accompagnato da gonfiore, calore e arrossamento, è importante non ignorare questi segnali.

La prima cosa da fare è evitare di massaggiare la zona dolente, poiché questa manovra potrebbe favorire il distacco del coagulo. È consigliabile mantenere la gamba sollevata e contattare il proprio medico o recarsi al pronto soccorso per una valutazione urgente. In presenza di sintomi respiratori come affanno improvviso o dolore al petto, è necessario chiamare immediatamente i servizi di emergenza.

La prevenzione rimane l’arma più efficace: mantenersi attivi, evitare l’immobilità prolungata, idratarsi adeguatamente e, quando indicato dal medico, utilizzare misure profilattiche durante situazioni a rischio sono comportamenti che possono ridurre significativamente la probabilità di sviluppare una trombosi alle gambe.