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Amenorrea: cos’è, cause e quando preoccuparsi

L’amenorrea è l’assenza del ciclo mestruale in una donna in età fertile. Non si tratta sempre di una condizione patologica: esistono periodi della vita in cui è del tutto normale non avere le mestruazioni, come durante la gravidanza, l’allattamento, prima della pubertà e dopo la menopausa. Al di fuori di questi contesti fisiologici, l’assenza prolungata del ciclo può segnalare uno squilibrio ormonale o altre problematiche che richiedono attenzione medica.

Riconoscere tempestivamente un’amenorrea e comprenderne le cause permette di intervenire in modo mirato, preservando la salute riproduttiva e prevenendo complicanze a lungo termine come l’osteoporosi o problemi di fertilità.

I tipi di amenorrea: primaria e secondaria

L’amenorrea si distingue in due categorie principali in base al momento in cui si manifesta.

TipoDefinizioneEtà/CondizioneFrequenza
Amenorrea primariaMancata comparsa del primo ciclo mestruale (menarca)Entro i 16 anni (o 14 anni se assenti caratteri sessuali secondari)Meno comune
Amenorrea secondariaInterruzione del ciclo mestruale già presenteAlmeno 3 mesi consecutivi (90 giorni) senza gravidanzaPiù frequente

Quali sono le cause dell’amenorrea?

Le cause dell’amenorrea variano significativamente a seconda del tipo e dell’età della paziente. Alla base dell’assenza del ciclo c’è sempre un’alterazione dell’asse ormonale ipotalamo-ipofisi-ovaio che regola la funzione riproduttiva.

Amenorrea primariaAmenorrea secondaria
Anomalie congenite dell’apparato riproduttivo (assenza di utero o vagina)Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)
Alterazioni genetiche (es. sindrome di Turner)Stress fisico o psicologico intenso
Disfunzioni dell’ipofisiDisturbi alimentari o peso corporeo eccessivamente basso
Disturbi endocrini (es. ipotiroidismo grave)Attività fisica molto intensa
Iperprolattinemia
Disfunzioni tiroidee
Insufficienza ovarica precoce o menopausa anticipata prima dei 40 anni
Aderenze intrauterine (sindrome di Asherman)
Assunzione di alcuni farmaci (antipsicotici, chemioterapici, contraccettivi ormonali)

Come capire se sono in amenorrea?

Il sintomo principale è evidentemente l’assenza delle mestruazioni. Tuttavia, capire se si tratta di amenorrea o di un semplice ritardo richiede attenzione alla durata: si parla di amenorrea secondaria quando mancano almeno tre cicli consecutivi.

Oltre all’assenza del flusso mestruale, possono comparire altri segnali che aiutano a identificare la causa sottostante:

  • Acne, pelle e capelli grassi
  • Aumento della peluria corporea, specialmente sul viso (irsutismo)
  • Fuoriuscita di liquido dai capezzoli simile al latte (galattorrea)
  • Perdita di capelli
  • Secchezza vaginale
  • Vampate di calore
  • Mal di testa persistenti
  • Disturbi della vista

Se si notano uno o più di questi sintomi associati all’assenza prolungata del ciclo, è opportuno consultare un ginecologo per una valutazione approfondita.

Quanti mesi si può stare senza ciclo?

In assenza di gravidanza, allattamento o menopausa, l’amenorrea viene diagnosticata dopo tre mesi consecutivi senza mestruazioni (90 giorni). Tuttavia, questo non significa che sia sicuro o privo di conseguenze rimanere senza ciclo per periodi prolungati.

La durata dell’amenorrea dipende dalla causa scatenante e dalla tempestività dell’intervento. Alcune forme, come quelle legate a stress o peso corporeo, possono risolversi spontaneamente quando vengono rimossi i fattori scatenanti. Altre condizioni richiedono trattamenti specifici.

Cosa succede se si va in amenorrea?

Rimanere in amenorrea a lungo comporta conseguenze che vanno oltre la semplice assenza del ciclo. Il problema principale riguarda la mancata ovulazione: nella maggior parte dei casi, senza ovulazione non è possibile concepire naturalmente.

Le conseguenze a lungo termine includono:

  • Infertilità: l’assenza di ovulazione impedisce il concepimento
  • Osteoporosi: bassi livelli di estrogeni causano una riduzione della densità ossea, aumentando il rischio di fratture
  • Alterazioni cardiovascolari: la carenza estrogenica prolungata può incrementare il rischio di problemi cardiaci e vascolari
  • Atrofia dell’apparato genitale: la mancanza di stimolazione ormonale può causare assottigliamento dei tessuti vaginali e uterini
  • Impatto psicologico: frustrazione, ansia e preoccupazioni legate alla fertilità

Per questi motivi, anche se l’amenorrea non causa dolore, non va trascurata né considerata un vantaggio.

La diagnosi

L’iter diagnostico inizia con un’accurata anamnesi: il medico raccoglie informazioni su storia mestruale, stile di vita, alimentazione, attività fisica, farmaci assunti e sintomi associati.

La visita ginecologica è il primo passo per escludere cause anatomiche. Viene solitamente abbinata a un’ecografia transvaginale per valutare utero e ovaie.

Gli esami successivi comprendono:

  • Test di gravidanza (sempre il primo da eseguire in caso di amenorrea secondaria)
  • Prelievi ematici per dosare ormoni come FSH, LH, estradiolo, progesterone, prolattina, testosterone e TSH
  • Eventuale risonanza magnetica cerebrale se si sospettano alterazioni dell’ipofisi
  • Cariotipo in caso di amenorrea primaria per escludere anomalie genetiche

La diagnosi precisa permette di impostare il trattamento più adeguato, che può andare dalla semplice modifica dello stile di vita alla terapia ormonale o, in casi selezionati, agli interventi chirurgici.