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Cos’è la pressione alta e come affrontarla

L’ipertensione arteriosa, comunemente chiamata pressione alta, è una condizione che interessa milioni di persone in tutto il mondo e rappresenta uno dei principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari, infarto e problemi renali. Nonostante la sua diffusione, molte persone convivono con questa condizione senza saperlo, poiché spesso non presenta sintomi evidenti nelle fasi iniziali.

Comprendere cosa significa avere la pressione alta, riconoscerne le cause e sapere come gestirla è fondamentale per prevenire complicazioni serie e mantenere una buona qualità di vita. In questo articolo approfondiremo tutti gli aspetti dell’ipertensione: dalla definizione ai sintomi, dai fattori di rischio alle strategie di intervento immediate e a lungo termine.

Cosa si intende per pressione alta

La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie durante il suo scorrimento nel sistema circolatorio. Viene misurata in millimetri di mercurio (mmHg) e si esprime con due valori: la pressione sistolica (o massima), che corrisponde alla contrazione del cuore, e la pressione diastolica (o minima), che rappresenta il momento di rilassamento tra un battito e l’altro.

Si parla di pressione alta o ipertensione arteriosa quando i valori superano stabilmente i 140/90 mmHg. Secondo le linee guida internazionali, la pressione ottimale dovrebbe mantenersi intorno ai 120/80 mmHg. Esistono diversi gradi di ipertensione: si definisce lieve quando i valori oscillano tra 140/90 e 159/99 mmHg, moderata tra 160/100 e 179/109 mmHg, e grave quando supera i 180/110 mmHg.

Grado di ipertensione Valori pressori (mmHg)
Pressione ottimale 120/80
Ipertensione lieve 140/90 – 159/99
Ipertensione moderata 160/100 – 179/109
Ipertensione grave Superiore a 180/110

L’ipertensione può essere primaria o essenziale, quando non è riconducibile a una causa specifica identificabile, oppure secondaria, quando deriva da altre patologie come problemi renali, disturbi ormonali o apnee notturne.

Cause e fattori di rischio dell’ipertensione arteriosa

Nella maggior parte dei casi, l’ipertensione è di tipo primario e si sviluppa gradualmente nel corso degli anni per effetto di molteplici fattori. L’età rappresenta un elemento importante: con l’invecchiamento le arterie tendono a irrigidirsi, favorendo l’aumento della pressione. Anche la familiarità gioca un ruolo significativo, poiché la predisposizione genetica può aumentare il rischio di sviluppare questa condizione.

Tra i fattori di rischio modificabili, lo stile di vita occupa una posizione centrale. Un’alimentazione ricca di sale, grassi saturi e povera di frutta e verdura contribuisce all’innalzamento dei valori pressori. Il sovrappeso e l’obesità aumentano il carico di lavoro del cuore, mentre la sedentarietà riduce l’efficienza cardiovascolare. Il consumo eccessivo di alcol e il fumo danneggiano le pareti arteriose e favoriscono l’ipertensione.

Lo stress cronico rappresenta un altro fattore rilevante: situazioni di tensione prolungata stimolano il rilascio di ormoni che aumentano la pressione. Alcune condizioni mediche come il diabete, le malattie renali croniche e le apnee ostruttive del sonno sono frequentemente associate all’ipertensione. Anche l’uso di determinati farmaci, come antinfiammatori non steroidei, contraccettivi orali e decongestionanti, può influenzare i valori pressori.

Sintomi dell’ipertensione

Uno degli aspetti più insidiosi dell’ipertensione è che spesso rimane asintomatica per anni, guadagnandosi l’appellativo di “killer silenzioso”. Molte persone scoprono di avere la pressione alta solo durante controlli medici di routine o quando si manifestano già complicazioni.

Quando presenti, i sintomi possono includere mal di testa, soprattutto al mattino e localizzato nella zona occipitale, vertigini, ronzii alle orecchie (acufeni), visione offuscata o presenza di “mosche volanti” nel campo visivo. Alcuni pazienti riferiscono palpitazioni, affaticamento ingiustificato, difficoltà respiratorie durante sforzi lievi e sangue dal naso (epistassi).

Sintomo Caratteristiche
Mal di testa Soprattutto al mattino, localizzato nella zona occipitale
Vertigini Sensazione di instabilità
Acufeni Ronzii alle orecchie
Problemi visivi Visione offuscata o presenza di mosche volanti
Palpitazioni Battito cardiaco accelerato o irregolare
Affaticamento Stanchezza ingiustificata
Epistassi Sangue dal naso

È importante sottolineare che questi sintomi non sono specifici dell’ipertensione e possono essere associati a numerose altre condizioni. Per questo motivo, la misurazione regolare della pressione arteriosa rappresenta l’unico modo affidabile per diagnosticare l’ipertensione.

Quando è preoccupante la pressione alta?

La pressione alta diventa particolarmente preoccupante quando raggiunge valori molto elevati o quando si manifesta una crisi ipertensiva. Si parla di urgenza ipertensiva quando i valori superano i 180/120 mmHg senza sintomi di danno d’organo acuto, mentre si definisce emergenza ipertensiva la presenza di valori così elevati accompagnati da segni di sofferenza di organi vitali.

I segnali d’allarme che richiedono un intervento medico immediato includono:

  • forte mal di testa improvviso
  • dolore toracico
  • difficoltà respiratoria grave
  • alterazioni della vista
  • confusione mentale
  • difficoltà a parlare
  • debolezza
  • paralisi di un lato del corpo
  • convulsioni.

Questi sintomi possono indicare complicazioni come ictus, infarto, edema polmonare o danno renale acuto.

Anche in assenza di sintomi acuti, valori persistentemente elevati rappresentano un rischio significativo a lungo termine e richiedono un’attenta valutazione medica e un trattamento appropriato.

Come abbassare la pressione in 5 minuti?

In caso di valori pressori elevati rilevati occasionalmente, esistono alcune tecniche che possono aiutare a ridurre la pressione rapidamente, anche se temporaneamente. La respirazione profonda e controllata rappresenta uno strumento efficace: inspirare lentamente dal naso contando fino a quattro, trattenere il respiro per qualche secondo ed espirare dalla bocca contando fino a sei, ripetendo l’esercizio per alcuni minuti.

Sedersi o sdraiarsi in un ambiente tranquillo, allentare indumenti stretti e cercare di rilassarsi può contribuire a ridurre i valori. Anche bere un bicchiere d’acqua a piccoli sorsi e massaggiare delicatamente il collo e le spalle può aiutare.

Tuttavia, è fondamentale chiarire che queste tecniche offrono solo un sollievo temporaneo e non sostituiscono in alcun modo un trattamento medico appropriato. Se i valori rimangono costantemente elevati o si manifestano sintomi preoccupanti, è necessario contattare immediatamente un medico.

Cosa fare se si ha la pressione alta

La gestione dell’ipertensione richiede un approccio integrato che combina modifiche dello stile di vita e, quando necessario, terapia farmacologica. Il primo passo consiste nel monitoraggio regolare dei valori pressori, sia presso strutture sanitarie che a domicilio con dispositivi validati.

Le modifiche dello stile di vita rappresentano il cardine del trattamento: ridurre il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno, seguire una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e povera di grassi saturi, mantenere un peso corporeo adeguato, praticare attività fisica aerobica regolare per almeno 150 minuti a settimana, limitare il consumo di alcol ed eliminare il fumo.

Quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti, il medico può prescrivere farmaci antipertensivi. Esistono diverse classi di farmaci, ciascuna con meccanismi d’azione specifici.