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Dermatite: sintomi comuni, tipi principali e trattamenti

“Dermatite” non è una diagnosi, ma una famiglia di diagnosi. Il termine indica genericamente un’infiammazione della pelle, che però può avere cause opposte tra loro: una predisposizione genetica, il contatto con un detergente, un’allergia al nichel, un lievito che vive sul cuoio capelluto. Una crema efficace per una forma può essere inutile o dannosa per un’altra: capire di quale dermatite si tratta viene prima di qualsiasi rimedio.

Come si capisce se è una dermatite: i sintomi comuni

Tutte le dermatiti condividono un nucleo di segni: arrossamentoprurito (quasi sempre il sintomo dominante), secchezza e desquamazione. Nelle fasi acute possono comparire vescicole che si rompono lasciando la pelle umida e crostosa; nelle forme croniche, il grattamento ripetuto ispessisce la cute, che diventa ruvida e più scura (lichenificazione). La dermatite non è contagiosa e non è un’infezione, anche se una pelle lesionata dal grattamento può infettarsi secondariamente.

Il problema è che diverse altre condizioni imitano questi sintomi. Alcuni criteri orientativi aiutano a distinguerle, fermo restando che la diagnosi spetta al dermatologo:

Se osservi…Pensa a…
Chiazze con bordo netto e squame spesse, bianco-argentee, su gomiti, ginocchia, cuoio capellutoPsoriasi, più che dermatite
Chiazza ad anello con bordo attivo e centro più chiaro, che si allargaMicosi (infezione da funghi)
Pomfi rilevati che compaiono e scompaiono nell’arco di oreOrticaria
Rossore al centro del viso con capillari visibili e pustole, senza prurito intensoRosacea
Puntini rossi o vescicole minuscole dopo sudorazione e caldoSudamina
Rossore diffuso, prurito, secchezza, che peggiora con detergenti o in certe zoneDermatite, da inquadrare per tipo

I tipi principali di dermatite e dove colpiscono

La sede delle lesioni è uno degli indizi più utili per orientarsi: ogni forma ha zone del corpo di elezione.

Dermatite atopica. È la forma cronica per eccellenza, legata a una barriera cutanea geneticamente più fragile e a una tendenza allergica di fondo. Nel lattante colpisce guance, fronte e cuoio capelluto; nel bambino le pieghe di gomiti e ginocchia, polsi e caviglie; nell’adulto mani, collo, palpebre e volto. Riacutizza spesso in autunno e inverno. Quando si parla di eczema si intende quasi sempre questa forma.

Dermatite da contatto. Compare dove la pelle ha toccato una sostanza e ne riproduce spesso la forma: il bordo dell’orologio, il punto della fibbia, l’area del lobo. Esiste in due varianti. Quella irritativa, più frequente, è una reazione diretta a detergenti, solventi, acqua e sapone ripetuti: colpisce soprattutto le mani di chi lavora in cucina, pulizie, sanità e parrucchieria. Quella allergica è una risposta immunitaria a sostanze come nichel, profumi, conservanti, coloranti per capelli e alcune resine, che si manifesta 24-72 ore dopo il contatto e richiede il patch test per essere confermata.

Dermatite seborroica. Interessa le aree ricche di ghiandole sebacee: cuoio capelluto (la comune forfora ne è la forma lieve), sopracciglia, lati del naso, dietro le orecchie, torace. Si presenta con squame giallastre e untuose su base arrossata, ed è legata a una reazione a lieviti del genere Malassezia. Nel neonato prende il nome di crosta lattea. Sul cuoio capelluto può accompagnarsi a una maggiore caduta dei capelli, in genere reversibile.

Altre forme. La dermatite da stasi colpisce le gambe di chi ha insufficienza venosa; quella da pannolino è irritativa e risparmia le pieghe; la periorale forma papule intorno alla bocca, spesso dopo cortisonici prolungati sul viso; l’erpetiforme, rara, è la manifestazione cutanea della celiachia.

Cosa può causare la dermatite

Le cause dipendono dal tipo, ma si possono raggruppare in tre categorie. Fattori interni: predisposizione genetica (l’atopia è frequente nelle famiglie con asma e rinite allergica), alterazioni della barriera cutanea, insufficienza venosa, squilibri della flora cutanea. Fattori esterni: irritanti chimici, allergeni da contatto, sfregamento, umidità, sudore, aria secca. Fattori aggravanti: stress, cambi di stagione, lana e tessuti sintetici a contatto con la pelle, lavaggi troppo frequenti o con acqua molto calda. Nella dermatite atopica del bambino, contrariamente a una convinzione diffusa, le allergie alimentari sono causa diretta solo in una minoranza di casi: eliminare alimenti senza un test positivo non è raccomandato.

Rimedi e trattamenti: come si cura la dermatite

Esiste una base terapeutica comune a tutte le forme, su cui si innestano trattamenti specifici.

  • Ripristinare la barriera: emollienti applicati ogni giorno, anche quando la pelle sembra a posto, entro tre minuti dal lavaggio. È la misura più efficace contro le riacutizzazioni atopiche.
  • Rimuovere la causa: sostituire il detergente, proteggere le mani con guanti in cotone sotto quelli in gomma, evitare l’allergene individuato dal patch test.
  • Spegnere l’infiammazione: cortisonici topici di potenza adeguata alla sede (bassa su viso e pieghe, media o alta su mani e piedi), per cicli brevi. Usati correttamente sono sicuri; il timore ingiustificato che porta a sottodosarli è più dannoso del farmaco.
  • Alternative al cortisone: inibitori della calcineurina (tacrolimus, pimecrolimus) per viso e palpebre e per il mantenimento a lungo termine.

Per la dermatite seborroica il trattamento cambia: shampoo e creme con antimicotici (ketoconazolo, ciclopirox) o zinco piritione, alternati a cicli di mantenimento. Per le forme atopiche moderate e gravi che non rispondono ai topici sono oggi disponibili la fototerapia e i farmaci biologici e le piccole molecole orali, che hanno cambiato la prognosi dei casi più severi. Gli antistaminici orali aiutano il sonno quando il prurito lo disturba, ma non agiscono sull’infiammazione.

Quando serve il dermatologo

Vale la pena prenotare una visita se il prurito disturba il sonno, se le lesioni non migliorano dopo due settimane di emollienti e cortisonico da banco, se compaiono croste gialle, pus o febbre (segni di infezione), se la dermatite interessa viso o mani in modo ricorrente, o se si sospetta un’allergia da contatto da confermare con il patch test. L’ambulatorio di dermatologia di Santagostino Monza segue adulti e bambini, con competenze specifiche in dermatologia pediatrica, e imposta il piano di trattamento in base al tipo di dermatite diagnosticato.

Domande frequenti sulla dermatite

Come si capisce se è una dermatite?

Dai segni comuni: arrossamento, prurito, secchezza e desquamazione, talvolta con vescicole. Bordi netti con squame argentee, chiazze ad anello o pomfi fugaci orientano invece verso psoriasi, micosi o orticaria. La conferma è clinica, durante la visita dermatologica.

Come si fa a curare la dermatite?

Con emollienti quotidiani, eliminazione della causa quando identificabile e cortisonici topici per cicli brevi nelle fasi acute. Le forme seborroiche richiedono antimicotici; le atopiche gravi possono beneficiare di fototerapia o farmaci biologici.

Cosa può causare la dermatite?

Predisposizione genetica e fragilità della barriera cutanea (atopica), irritanti o allergeni come detergenti, nichel e profumi (da contatto), reazione ai lieviti Malassezia (seborroica). Stress, aria secca e lavaggi aggressivi peggiorano tutte le forme.

Quali parti del corpo colpisce la dermatite?

Dipende dal tipo: pieghe di gomiti e ginocchia, volto e mani per l’atopica; il punto di contatto con la sostanza per quella da contatto; cuoio capelluto, sopracciglia e lati del naso per la seborroica; gambe per quella da stasi.