Pap test: la guida completa all’esame di screening del collo dell’utero
Il Pap test è uno degli esami di prevenzione più importanti per la salute femminile. Si tratta di un test di screening che permette di individuare precocemente alterazioni delle cellule del collo dell’utero, prima ancora che possano evolvere in lesioni più gravi o in tumori. Grazie alla sua capacità di identificare cambiamenti cellulari in fase iniziale, questo esame ha contribuito in modo significativo alla riduzione dell’incidenza e della mortalità del tumore della cervice uterina.
Sottoporsi regolarmente al Pap test è fondamentale per tutte le donne in età fertile e oltre, perché consente di intervenire tempestivamente quando necessario. In questo articolo scoprirai tutto quello che c’è da sapere su questo esame: a cosa serve, come si esegue, quando farlo e come prepararsi al meglio.
A cosa serve il Pap test
Il Pap test, il cui nome deriva dal medico greco Georgios Papanicolaou che lo ha ideato, serve principalmente a identificare alterazioni delle cellule del collo dell’utero (cervice uterina) che potrebbero essere precancerose o cancerose. L’esame permette di rilevare modificazioni cellulari anomale causate da infezioni, infiammazioni o dalla presenza del Papillomavirus umano (HPV), principale responsabile del tumore del collo dell’utero.
Oltre alla prevenzione oncologica, il Pap test può evidenziare la presenza di infezioni vaginali o cervicali causate da batteri, funghi o altri microrganismi. Rappresenta quindi uno strumento diagnostico versatile che offre informazioni preziose sullo stato di salute dell’apparato genitale femminile.
Che cosa si vede nel Pap test?
Il Pap test analizza le caratteristiche morfologiche delle cellule prelevate dal collo dell’utero. L’esame citologico permette di osservare al microscopio la forma, le dimensioni e la struttura delle cellule, identificando eventuali anomalie. In particolare, il test può rilevare:
- cellule normali e sane
- cellule con alterazioni benigne dovute a infiammazioni o infezioni
- cellule atipiche di significato indeterminato (ASC-US)
- lesioni intraepiteliali squamose di basso o alto grado (LSIL o HSIL)
- cellule tumorali
Il referto del Pap test classifica i risultati secondo sistemi standardizzati che guidano il medico nella gestione clinica successiva.
Come si esegue il Pap test
L’esecuzione del Pap test è una procedura semplice, rapida e generalmente indolore che si svolge durante una visita ginecologica. La paziente viene fatta accomodare sul lettino ginecologico e il medico introduce delicatamente uno speculum in vagina per visualizzare il collo dell’utero.
Con una spatola e uno spazzolino appositi, il ginecologo preleva un campione di cellule dalla superficie del collo dell’utero e dal canale cervicale. Il materiale raccolto viene poi trasferito su un vetrino o in un contenitore con liquido conservante e inviato al laboratorio per l’analisi citologica. L’intera procedura dura pochi minuti e può causare al massimo un lieve fastidio.
Come prepararsi al Pap test: le regole da seguire
Per garantire l’accuratezza dei risultati, è importante seguire alcune semplici regole di preparazione al Pap test:
- programmare l’esame lontano dal periodo mestruale, preferibilmente a metà ciclo
- astenersi dai rapporti sessuali nelle 24-48 ore precedenti
- non utilizzare lavande vaginali, creme, ovuli o tamponi nei 2-3 giorni prima dell’esame
- non applicare prodotti spermicidi o lubrificanti
- evitare l’esame in presenza di infezioni vaginali in atto
Seguire queste indicazioni aiuta a ottenere un campione cellulare di qualità ottimale e riduce il rischio di risultati falsati o non interpretabili.
Quando fare il Pap test e ogni quanto ripeterlo
Le linee guida nazionali e internazionali raccomandano di iniziare lo screening con il Pap test a partire dai 25 anni di età. La frequenza consigliata varia in base all’età e al tipo di test utilizzato.
Queste indicazioni possono variare in base alla storia clinica individuale, ai fattori di rischio e alle eventuali anomalie riscontrate in precedenza. Il ginecologo saprà consigliare la frequenza più appropriata per ogni paziente.
Che differenza c’è tra HPV test e Pap test?
Sebbene entrambi siano esami di screening per il tumore del collo dell’utero, HPV test e Pap test sono differenti per metodologia e obiettivo. Il Pap test è un esame citologico che analizza le caratteristiche morfologiche delle cellule cervicali, identificando alterazioni già presenti. L’HPV test, invece, è un esame molecolare che ricerca la presenza del DNA dei ceppi ad alto rischio del Papillomavirus umano, responsabili della maggior parte dei tumori cervicali.
L’HPV test è più sensibile del Pap test nell’identificare le donne a rischio di sviluppare lesioni precancerose, ma è meno specifico. Per questo motivo, nelle donne sopra i 30-35 anni, l’HPV test è considerato il test di screening primario preferibile, con intervalli di controllo più lunghi (5 anni invece di 3). In alcuni casi, i due test possono essere eseguiti in combinazione (co-testing) per aumentare l’accuratezza diagnostica.
Quali infezioni rileva il Pap test
Pur non essendo specificamente progettato per la diagnosi di infezioni, il Pap test può fornire indicazioni sulla presenza di alcuni microrganismi. Durante l’analisi citologica, il patologo può identificare segni di:
- Candida (infezione fungina)
- Trichomonas vaginalis (infezione parassitaria)
- Vaginosi batterica
- Herpes virus
- Segni indiretti di infezione da HPV (coilocitosi)
Tuttavia, per una diagnosi precisa di infezioni specifiche, sono necessari esami microbiologici mirati come tamponi vaginali o cervicali con coltura, che possono evidenziare anche la presenza di perdite vaginali anomale.
Quando il Pap test è preoccupante?
Un risultato del Pap test diventa preoccupante quando evidenzia alterazioni cellulari significative. Non tutti i risultati anomali indicano necessariamente la presenza di un tumore: molte alterazioni sono temporanee e regrediscono spontaneamente. Tuttavia, alcuni risultati richiedono attenzione.
- Lesioni intraepiteliali squamose di alto grado (HSIL): indicano alterazioni cellulari più marcate che necessitano di approfondimenti
- Cellule ghiandolari atipiche (AGC): possono suggerire anomalie nelle cellule del canale cervicale
- Presenza di cellule tumorali: richiede immediata valutazione specialistica
In presenza di risultati anomali, il ginecologo prescriverà ulteriori accertamenti, come la colposcopia con eventuale biopsia, per definire con precisione la natura delle alterazioni e pianificare il trattamento più appropriato.
Quanto costa il Pap test
Il costo del Pap test varia in base al contesto in cui viene eseguito. Nell’ambito dei programmi di screening organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale, l’esame è completamente gratuito per le donne nella fascia d’età target che ricevono la lettera di invito. Presso strutture private o centri medici, il costo può variare generalmente tra i 30 e i 70 euro, a seconda della struttura e della regione. Investire nella prevenzione attraverso controlli regolari rappresenta la strategia più efficace per tutelare la propria salute ginecologica.