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Cos’è e come si affronta l’embolia polmonare

L’embolia polmonare è una condizione medica grave che si verifica quando un coagulo di sangue ostruisce una o più arterie polmonari, impedendo il corretto flusso sanguigno ai polmoni. Si tratta di un’emergenza che richiede un intervento tempestivo, poiché può compromettere l’ossigenazione del sangue e mettere sotto stress il cuore.

Questa patologia colpisce migliaia di persone ogni anno e rappresenta una delle principali cause di mortalità cardiovascolare. La buona notizia è che, se diagnosticata precocemente e trattata adeguatamente, l’embolia polmonare può essere gestita con successo, riducendo significativamente i rischi per il paziente.

Cos’è esattamente l’embolia polmonare, quali sono i sintomi da riconoscere, come viene diagnosticata e quali sono le strategie terapeutiche e preventive più efficaci per affrontare questa condizione.

Cos’è l’embolia polmonare

L’embolia polmonare si verifica quando un trombo, ovvero un coagulo di sangue, si forma generalmente nelle vene profonde delle gambe (condizione nota come trombosi venosa profonda) e si stacca, viaggiando attraverso il sistema circolatorio fino a raggiungere i polmoni. Una volta arrivato alle arterie polmonari, il coagulo può bloccare parzialmente o completamente il flusso sanguigno.

Quando il sangue non riesce a raggiungere una porzione del tessuto polmonare, quella zona non può più partecipare agli scambi gassosi necessari per ossigenare il sangue. Inoltre, il cuore deve lavorare più intensamente per pompare il sangue attraverso i vasi ostruiti, con il rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco acuto.

La gravità dell’embolia polmonare dipende dalle dimensioni del coagulo, dal numero di arterie coinvolte e dalle condizioni di salute generali del paziente. Può variare da forme lievi, quasi asintomatiche, a forme massive che rappresentano un’emergenza medica immediata.

Cosa può causare un’embolia polmonare?

Le cause dell’embolia polmonare sono strettamente legate ai fattori che favoriscono la formazione di coaguli nel sistema venoso. Tra i principali fattori di rischio troviamo

Fattore di rischio Descrizione
Immobilità prolungata Lunghi viaggi in aereo o auto, allettamento dopo interventi chirurgici o malattie
Interventi chirurgici Soprattutto operazioni ortopediche agli arti inferiori o chirurgia addominale
Traumi e fratture In particolare delle gambe o del bacino
Gravidanza e puerperio I cambiamenti ormonali e la pressione dell’utero sulle vene aumentano il rischio
Contraccettivi orali e terapia ormonale sostitutiva Gli estrogeni possono favorire la coagulazione
Tumori Alcune neoplasie aumentano la tendenza alla formazione di trombi
Obesità Il peso eccessivo rallenta la circolazione venosa
Fumo Danneggia i vasi sanguigni e altera la coagulazione
Condizioni genetiche Alcune persone presentano disturbi ereditari della coagulazione

Anche patologie come l’insufficienza cardiaca, le malattie infiammatorie croniche e alcune infezioni possono aumentare il rischio di sviluppare un’embolia polmonare.

Quali sono i sintomi dell’embolia polmonare?

I sintomi dell’embolia polmonare possono variare notevolmente in base all’estensione dell’ostruzione e alle condizioni del paziente. È fondamentale riconoscerli tempestivamente per intervenire rapidamente.

Sintomi comuni

I segni più frequenti includono:

  • Dispnea improvvisa: difficoltà respiratoria che compare all’improvviso, anche a riposo
  • Dolore toracico: spesso acuto e localizzato, che peggiora con la respirazione profonda o la tosse
  • Tosse: può essere secca o accompagnata da espettorato con tracce di sangue
  • Tachicardia: battito cardiaco accelerato
  • Ansia e senso di angoscia: spesso associati alla difficoltà respiratoria
  • Sudorazione eccessiva: sudore freddo e profuso
  • Cianosi: colorazione bluastra delle labbra e delle estremità per carenza di ossigeno
  • Vertigini o svenimento: nei casi più gravi

Nelle forme più lievi, i sintomi possono essere sfumati e facilmente confondibili con altre condizioni respiratorie. Nei casi più gravi, invece, si può verificare un collasso cardiocircolatorio con perdita di coscienza.

È importante sottolineare che la presenza di gonfiore, dolore o arrossamento a una gamba può indicare una trombosi venosa profonda, condizione che spesso precede l’embolia polmonare.

Diagnosi dell’embolia polmonare

La diagnosi di embolia polmonare richiede un approccio clinico strutturato che combina la valutazione dei sintomi, l’esame obiettivo e indagini strumentali specifiche.

Il medico inizia valutando la probabilità clinica attraverso l’anamnesi e l’esame fisico, considerando i fattori di rischio presenti. Successivamente, vengono prescritti esami diagnostici mirati:

Esame Utilità diagnostica
D-dimero Un esame del sangue che rileva prodotti di degradazione della fibrina; valori normali rendono improbabile la presenza di embolia
Emogasanalisi arteriosa Valuta i livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue
Elettrocardiogramma (ECG) Può mostrare segni di sovraccarico cardiaco
Radiografia del torace Utile per escludere altre patologie polmonari
Angiotac polmonare L’esame gold standard che visualizza direttamente i coaguli nelle arterie polmonari
Scintigrafia polmonare Alternativa all’angiotac in alcuni casi specifici
Ecocardiogramma Valuta la funzionalità cardiaca e l’eventuale sovraccarico del ventricolo destro
Ecografia venosa degli arti inferiori Per identificare la presenza di trombosi venosa profonda

La combinazione di questi esami permette di confermare la diagnosi e valutare la gravità della condizione.

Come salvarsi da un’embolia polmonare?

La sopravvivenza in caso di embolia polmonare dipende dalla rapidità dell’intervento medico. Se si sospetta questa condizione, è fondamentale chiamare immediatamente il 118 o recarsi al pronto soccorso.

Il trattamento d’emergenza prevede la stabilizzazione del paziente con ossigenoterapia e, nei casi più gravi, supporto cardiocircolatorio. Una volta stabilizzata la situazione acuta, si procede con la terapia specifica.

Trattamento e prevenzione

Trattamento

Il trattamento dell’embolia polmonare si basa principalmente sulla terapia anticoagulante, che ha l’obiettivo di impedire l’estensione del coagulo esistente e prevenire la formazione di nuovi trombi.

I farmaci anticoagulanti più utilizzati includono:

  • Eparina: somministrata inizialmente per via endovenosa o sottocutanea
  • Anticoagulanti orali diretti (DOAC): come rivaroxaban, apixaban o dabigatran
  • Warfarin: anticoagulante tradizionale che richiede monitoraggio regolare

Nei casi più gravi, quando l’embolia è massiva e mette a rischio la vita del paziente, possono essere necessari trattamenti più aggressivi come la trombolisi farmacologica o, in situazioni estreme, l’embolectomia chirurgica per rimuovere fisicamente il coagulo.