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Quante ecografie bisogna fare in gravidanza?

L’ecografia rappresenta uno degli strumenti diagnostici più importanti durante la gravidanza, permettendo di monitorare lo sviluppo del feto e verificare il benessere sia del bambino che della madre. Si tratta di un esame non invasivo, sicuro e indolore che utilizza ultrasuoni per creare immagini in tempo reale del feto all’interno dell’utero.

Durante i nove mesi di gestazione, le ecografie consentono di controllare la crescita del bambino, individuare eventuali anomalie, verificare la posizione della placenta e stabilire con precisione la data presunta del parto. Per le future mamme, questi appuntamenti rappresentano anche momenti emozionanti in cui è possibile “vedere” il proprio bambino e ascoltarne il battito cardiaco.

Quali sono le ecografie previste durante la gravidanza, quando vengono effettuate, cosa permettono di verificare e come prepararsi al meglio per questi importanti controlli.

Quante ecografie si fanno in gravidanza

Il Servizio Sanitario Nazionale prevede tre ecografie ostetriche di routine durante una gravidanza fisiologica, una per ogni trimestre. Queste ecografie, chiamate anche ecografie di screening, sono offerte gratuitamente a tutte le donne in gravidanza e rappresentano i controlli fondamentali per monitorare lo sviluppo fetale.

Le tre ecografie standard sono:

Ecografia Periodo
Ecografia del primo trimestre Tra la 11ª e la 13ª settimana
Ecografia morfologica Tra la 19ª e la 21ª settimana
Ecografia del terzo trimestre Tra la 30ª e la 32ª settimana

In caso di gravidanze a rischio o particolari condizioni mediche, il ginecologo può prescrivere ecografie aggiuntive per monitorare più attentamente l’evoluzione della gestazione. Anche in presenza di sintomi specifici o dubbi clinici possono essere necessari controlli ecografici supplementari.

Ecografia del primo trimestre

La prima ecografia ostetrica viene generalmente eseguita tra l’11ª e la 13ª settimana di gestazione ed è fondamentale per diversi motivi. Questo esame permette di confermare la gravidanza, verificare che l’embrione si sia impiantato correttamente nell’utero (escludendo gravidanze extrauterine) e stabilire il numero di feti.

Durante questa ecografia vengono valutati:

  • Il battito cardiaco fetale
  • Le dimensioni del feto e la datazione precisa della gravidanza
  • La translucenza nucale, un parametro importante per lo screening di alcune anomalie cromosomiche
  • L’anatomia fetale nelle sue strutture principali
  • La posizione della placenta

Questo primo controllo rappresenta anche un momento cruciale per calcolare con precisione la data presunta del parto, che verrà poi utilizzata come riferimento per tutta la gravidanza.

Ecografia morfologica: l’esame più dettagliato

L’ecografia morfologica, eseguita tra la 19ª e la 21ª settimana, è l’esame più approfondito e dettagliato dell’intera gravidanza. In questa fase lo sviluppo del feto permette di visualizzare con precisione tutti gli organi e le strutture anatomiche, consentendo di individuare eventuali malformazioni o anomalie.

Durante l’ecografia morfologica vengono esaminati:

  • Il cranio e il cervello
  • Il viso e il profilo
  • La colonna vertebrale
  • Il cuore e le sue quattro camere
  • Lo stomaco, i reni e la vescica
  • Gli arti superiori e inferiori
  • La placenta e il liquido amniotico

Questo esame richiede tempo e precisione, generalmente tra 30 e 45 minuti, poiché il medico deve verificare sistematicamente ogni struttura anatomica. È anche il momento in cui, se i genitori lo desiderano e la posizione del feto lo permette, è possibile conoscere il sesso del bambino.

Ecografia del terzo trimestre

L’ultima ecografia di routine viene effettuata tra la 30ª e la 32ª settimana di gravidanza e serve principalmente a valutare la crescita fetale, la quantità di liquido amniotico e la posizione del feto in vista del parto.

Gli aspetti principali valutati includono:

  • Il peso stimato del feto
  • La posizione (cefalica, podalica o trasversa)
  • La localizzazione della placenta
  • La quantità di liquido amniotico
  • Il benessere fetale generale

Questo controllo è particolarmente importante per pianificare le modalità del parto e identificare eventuali situazioni che potrebbero richiedere attenzioni particolari.

Come funziona l’ecografia ostetrica

L’ecografia ostetrica utilizza onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni) che vengono emesse da una sonda chiamata trasduttore. Queste onde attraversano i tessuti e vengono riflesse in modo diverso a seconda della densità delle strutture incontrate. Il macchinario elabora questi “echi” e li trasforma in immagini visibili su uno schermo.

L’esame può essere eseguito in due modalità:

Modalità Descrizione
Ecografia transaddominale La sonda viene appoggiata sull’addome, dopo aver applicato un gel che facilita la trasmissione degli ultrasuoni
Ecografia transvaginale Utilizzata soprattutto nel primo trimestre, prevede l’inserimento di una sonda specifica in vagina per ottenere immagini più dettagliate

L’ecografia è un esame completamente sicuro, non utilizza radiazioni ionizzanti e può essere ripetuto senza rischi per la madre o per il feto.

Come prepararsi all’ecografia in gravidanza

La preparazione per l’ecografia ostetrica è generalmente semplice. Per le ecografie transaddominali del secondo e terzo trimestre non è richiesta alcuna preparazione particolare.

Per l’ecografia del primo trimestre, soprattutto se transaddominale, può essere richiesto di presentarsi con la vescica piena, bevendo circa mezzo litro d’acqua un’ora prima dell’esame e trattenendo la minzione. La vescica piena aiuta a visualizzare meglio l’utero e il feto nelle prime settimane di gravidanza.

È consigliabile indossare abiti comodi e facilmente removibili, che permettano di scoprire agevolmente l’addome. Non è necessario essere a digiuno, a meno di indicazioni specifiche del medico.

Quando l’ecografia rivela problemi

Sebbene nella maggior parte dei casi le ecografie confermino il normale sviluppo della gravidanza, talvolta possono evidenziare anomalie o situazioni che richiedono approfondimenti. In questi casi, il medico fornirà tutte le informazioni necessarie e proporrà eventuali esami di secondo livello o consulenze specialistiche.

È importante ricordare che l’ecografia, pur essendo uno strumento molto accurato, ha dei limiti e non può garantire la diagnosi di tutte le possibili condizioni. Alcuni difetti possono non essere visibili ecograficamente o manifestarsi solo in fasi successive della gravidanza.

Le ecografie in gravidanza rappresentano un momento fondamentale del percorso di accompagnamento alla nascita, offrendo informazioni preziose sulla salute del bambino e permettendo ai genitori di vivere con maggiore serenità i nove mesi di attesa.